Evoluzione normativa e link utili

L’Italia è un Paese caratterizzato da una massiccia presenza di micro, piccole e medie imprese. Studi di diverse ed autorevoli fonti confermano che oltre il 70% delle aziende italiane dichiara meno di 15 dipendenti. Ciò evidenzia una carenza manageriale e una difficoltà ad attrarre investimenti professionali. Anche dal punto di vista bancario la situazione del credito risente di questo nanismo imprenditoriale.

Per stimolare la crescita delle PMI e delle start up innovative, l’Italia si è dotata di una legislazione “ad hoc” che consente anche alle società a responsabilità limitata di poter accedere al mercato dei capitali.

Per far ciò la legislazione ha introdotto una particolare tipologia di start up; ossia quelle c.d. “innovative” tramite il Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con la legge di conversione 17 dicembre 2012, n. 221, recante “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese” (noto anche come “Decreto crescita bis”) agli artt. 25-32. il Decreto crescita bis oltre ad aver disciplinato la «start-up innovativa» ha delegato la Consob a regolamentare le modalità con le quali consentire ai “Gestori di Portali per la raccolta on line” di chiedere l’iscrizione nell’apposito registro.

Il legislatore ha pertanto provveduto a modificare il Testo Unico della Finanza, introducendo gli articoli 50 quinquies «gestione di portali per la raccolta di capitale per le start-up innovative» e 100 ter «offerte attraverso portali per la raccolta di capitali.

Infine l’art.57 comma 1 del TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 24 aprile 2017, n. 50 dispone che le parole: «start-up innovative» e «start-up innovativa», ovunque ricorrano, sono sostituite dalla seguente: «PMI